Una storia dibattuta fra etica e morale

Socrate, 407 a.c.

Socrate, Atene, 470 a.C – 399 a.C
Socrate, un uomo di grandi valori morali, accettatore del suo omicidio politico, poiché   “è meglio subire una ingiustizia piuttosto che commetterla” è il padre simbolico del Coaching. L’impegno del filosofo Ateniese nello stimolare il pensiero dei suoi studenti attraverso l’uso del dialogo è ancora oggi l’impegno di un Coach professionista. Con lo sviluppo della maieutica socratica, il filosofo di allora, al pari di un coach professionista di oggi, non ha risposte ma bensì indirizza e struttura i processi cognitivi del suo interlocutore per farlo giungere a una propria personale consapevolezza arricchita e limpida. Non a caso discepolo di Socrate fu Platone e a sua volta seguì Aristotele, tre dei filosofi più importanti della storia della filosofia e pilastri di tutto il pensiero Occidentale.

Dialettica e retorica, 465 a.c.

Protagora, Abdera, Grecia, 486 a.C – 411 a.C.
Esperti nell’uso della parola, i sofisti, furono i primi a indagare in modo analitico la comunicazione verbale e si resero conto che gran parte della realtà è soggettiva e che un’argomentazione può essere percepita vera e falsa a seconda di come la si esprime. L’insegnamento dell’uso abile della parola consisteva nel saper tenere una efficace argomentazione e allo stesso tempo saper abilmente smontare le argomentazioni altrui, queste “tecniche” comunicative basate sulla influenza emotiva e l’assenso psicologico erano rivolte per di più ai politici, avocati e persone desiderose di scalare i gradini sociali.  La retorica ha avviato un lungo trascorso di polemiche, in particolare da Socrate e i suoi discepoli, tuttavia ha anche fatto emergere la consapevolezza di quanto l’uso sapiente delle parole e della comunicazione sia in grado di produrre cambiamenti percettivi nelle persone e conseguentemente cambiamenti a livello di azioni e di scelte.

Il Coaching modermo

Timothy Gallwey, e Sir John Whitmore

Timothy Gallwey, San Francisco, 1938.
In America, negli anni ’70, W. Timothy Gallwey, allenatore della squadra di Tennis di Harvard, si rese conto che le performance degli atleti erano fortemente influenzati dei loro stessi pensieri. Lo chiamò “il gioco interiore” . Per la prima volta fu codificato un allenamento mentale da accoppiare ad un allenamento fisico. Ebbe un grande ed immediato successo e nel ’74 uscì “The inner game of tennis” libro capostipite del Coaching moderno.
Sir John Henry Douglas Whitmore, Regno unito, 1937 – 2017
Dallo sport al business il passo fu breve, infatti il “gioco interiore” influenzava non solo le performance sportive bensì anche quelle manageriali  e personali. Così  nel 1992 in Inghilterra Sir John Whitmore pubblica “Coaching for Performance” nel quale viene espresso il primo modello dedicato al business, il modello GROW. Il Coaching risultò essere così efficace che IBM, CocaCola ed Apple ne fecero immediato uso nelle loro strutture manageriali, contribuendo così alla massiccia diffusione in tutto il mondo.

La Programmazione Neuro Linguistica

Richard Wayne Bandler, New Jersey, 1950.
John Grinder, Detroit, 1940.
Ancora negli anni ’70, in California, altri due giovani studiosi ebbero intuizioni importanti sui comportamenti umani. Richard Bandler e John Grinder, ispirati dai testi di Gregory Bateson, Alfred Korzybski and Noam Chomsky, indagarano  le eccezionali capacità comunicative di tre psicoterapeuti contemporanei: Milton Erikson e Virgina Satir e Fritz Pearls. Da questo studio analitico, i due giovani studiosi  capirono quanto le modalità comunicative fossero impattanti sui processi neuronali e conseguentemente sui comportamenti. Venne quindi elaborato un approccio complementare alla psicoterapia e la chiamarono PNL, Programmazione Neuro Linguistica intendendola come integrazione alle tradizionali approcci. Come nel caso del Coaching il passo verso il business fu brevissimo e oggi la PNL ha applicazioni interminabili in tutti gli ambiti: PNL per la vendita, PNL genitoriale, PNL per l’insegnamento e via dicendo. Il minimo comun denominatore di tutti gli questi ambiti è la tesi che ogni eccellenza in un singolo settore è dovuta, non solo alla preparazione tecnica, fisica ed accademica, ma ancor di più a uno specifico schema neurologico interno, tradotto in attitudini comportamentali e strategie di pensiero strutturate e quindi imparabili anche da coloro che nel corso degli anni hanno sviluppato strategie differenti.